giovedì 3 marzo 2011

Il giorno dopo

ULTIM’ORA


SONO STATI RESI NOTI I RISULTATI

DEL MONITORAGGIO DELL’ARIA DA PARTE DELL’ARPA


Incendio Taf: nessuna conseguenza ambientale


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Ok per il monitoraggio dell'aria, ma c'è stata anche l'analisi del terreno?

Ci sono rischi di ricadute di diossina nel terreno a causa della pioggia?



Leggiamo sulla stampa

Il tema della “tranquillità” pare sia stata la costante degli interventi dei nostri amministratori oggi sulla stampa. Leggiamo alcune dichiarazioni dopo i fatti di cui stiamo parlando negli ultimi post: “Ci adopereremo subito per evitare che in un paese tranquillo come il nostro possano prendere piede fenomeni che danneggerebbero sicuramente l’immagine” dice il consigliere comunale/provinciale Nicola Ciracì.

Gli fa eco il sindaco Luigi Caroli: “Come amministrazione ci adoperemo in ogni modo pe stroncare fin da subito la compromissione di una città tranquilla”.

Città tranquilla, dunque?



Eppure leggendo le cronache degli ultimi tempi, settimane e mesi, non ci sentiamo proprio rassicurati come cittadini.

Non staremo qui a ripetere i fatti di cronaca che hanno attraversato questa città.


Ma ci chiediamo:

Forse siamo noi cittadini che viviamo in una città diversa da quella "tranquilla" descritta dai nostri amministratori?


Nel frattempo, pare che questa sera ci sarà una riunione della locale Associazione anti-racket per discutere e analizzare le tristi vicende delle ultime ore.


L'analisi dell'ing. Angelo Palma sull'incendio

"Il mio parere da cittadino. Intanto l'origine dell'incendio sarebbe di natura dolosa, come da notizie di stampa. Per quanto riguarda la regolarità del deposito dal punto di vista della sicurezza, è compito dei Vigili del Fuoco e dell'Asl accertarne l'idoneità, che sicuramente è stata valutata anche dalla compagnia di assicurazione. A mio avviso, si tratta con buona probabilità di un deposito "a rischio alto" di incidente con un carico di fuoco importante, rientrerebbe nelle disposizioni di in un decreto del marzo 1998 e deve essere oggetto di uno "studio di analisi del rischio". Il livello di rischio alto è inferiore rispetto a quello di incidente rilevante".....

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IMPRESSIONANTE




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Francesco Urso ha realizzato un reportage tra ieri sera e oggi con alcuni scatti davvero impressionanti. Ne approfitto per ringraziarlo delle foto e per complimentarmi con lui.

Ho raccolto le sue foto nel video che potete vedere qui sotto.




Anche su BrindisiReport si torna a parlare della vicenda con un’intervista ad Anna Turrisi, della famiglia proprietaria dello stabilimento andato in fiamme.

“Non abbandoneremo questa città, continueremo a lavorare qui”

CEGLIE MESSAPICA – Ha fatto la spola per ore, con le sporte di latte al braccio per i vigili del fuoco, un sorso di salute in mezzo a quell’inferno di fiamme e fuoco, e caligine piovuta su tutto il centro abitato di Ceglie Messapica ma anche oltre i confini della città. “Faremo di tutto per rimetterci in piedi, l’inferno nel quale hanno tentato di cacciarci non ci fermerà. Amiamo questa terra ed è qui che continueremo a lavorare”, ha gli occhi pesti di lacrime ma non perde il sorriso Anna Turrisi, 37 anni, una delle eredi della Taf pneumatici, l’azienda nata 45 anni fa che porta nelle insegne le iniziali di nonno Antonio. La determinazione e la grinta sono pure quelle parte essenziale del patrimonio di famiglia, tutt’altro che fiaccato dalla rabbia contro quei nemici senza volto e senza nome che stanotte hanno fatto scempio del lavoro affastellato per anni. Leggi tutto

L’articolo è firmato da Sonia Gioia

7 commenti:

  1. La gazzetta riporta in vetrina la posizione di uomini politici e del sindaco che non hanno perso tempo per aprofittare di mettersi un mostra con dichiarazioni di circostanza .
    Forse se fossero rimasti in silenzio avrebbero fatto una figura meno penosa.
    Credo sia necessario invece che le istituzioni i cittadini iniziano a riflettere dove stà andando la nostra ceglie.
    Mi sembra davvero comodo spendere qualche parola di circostanza quando scoppia il fattaccio ed il giorno dopo ritornare alla logica quotidiana dimenticando il passato.
    La nostra realtà è complessa e forse a rischio più di quando pensiamo, la vicina francavilla potrebbe aver influenzato negativamente il nostro territorio.
    Occhi aperti prima che sia troppo tardi, per tutti.

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  2. Si hanno notizie dell'associazione antiracket?

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  3. Signor Monaco la locandina è esemplare. Ora bisogna capire che è il mostro in questa città?????

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  4. Ma non è un mostro, è un simpatico personaggio della fantasia ...
    : )

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  5. Dopo quello che è successo in quel deposito, che poteva essere causato anche da un cortocircuito, bisogna chiedersi come mai è stato autorizzato ?

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  6. Nell'aria non hanno trovato niente ( o poco)perchè l'acqua ha abbattuto i fumi. Nella polvere di carbone depositata nelle strade c'è sicuramente diossina che stiamo portando in casa con le scarpe sporche. Forse conviene attraverso il prefetto consultare la protezione civile per un piano di pulizia delle terrazze e poi delle strade.

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  7. una volta avevamo un sindaco che faceva parte dell'associazione antiracket,lo hanno schiaffegiato, ne hanno parlato sempre male , lo hanno insultato dopo aver perso le elezioni, questa è ceglie, paese di cafoni!!!

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