domenica 29 gennaio 2012

Se n'è andata una persona perbene


E' morto all'età di 93 anni il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Eletto in Parlamento nel 1946, fu ininterrottamente deputato per la Democrazia Cristiana fino al 1992, quando, da presidente della Camera, fu eletto Capo dello Stato, carica ricoperta fino al 1999. Attualmente era senatore a vita, aderente al Partito Democratico.





Alcuni anni fa, quando vivevo a Roma partecipavo ad un gruppo di studio di area cattolica in ambito politico e giuridico che si chiamava “Laboratorio per la polis”. In uno degli incontri organizzati dal laboratorio, fu ospite il presidente Scalfaro, venuto a tenere un seminario sulla Costituzione. Una cosa che, da quando era senatore a vita, faceva in maniera instancabile, nonostante, l'età, per tutta Italia, per raccontare ai giovani l'importanza della Costituzione e perchè fosse importante difenderla. Fu in quella occasione che io ed altri avemmo l'onore di conoscerlo ed ascoltarlo. Ricordo in particolare che ci parlò di un episodio di storia e di vita, il cui racconto avremmo poi riascoltato altre volte nelle sue rare interviste televisive successive. Sempre raccontato con tono di commozione vera.

Era il 1947, ormai la guerra fredda attraversava l'Europa e anche l'Italia. Il governo era guidato dal democristiano Alcide De Gasperi e i partiti di sinistra ne erano stati allontanati. Lo scontro ideologico era fortissimo, la stessa sinistra non mancava di attaccare pesantemente i moderati, quotidianamente. Soprattutto in vista delle prime elezioni politiche democratiche che avrebbero scelto da che parte dello schieramento internazionale l'Italia si sarebbe collocata.

Scalfaro a quei tempi era un giovane deputato dell'Assemblea costituente e un giorno accompagnò de Gasperi presso lo studio di Pietro Nenni, leader dei Socialisti. L'incontro tra i due leader, De gasperi e Nenni, fu con sorpresa dello stesso Scalfaro molto cordiale. I due leader si abbracciarono calorosamente, da grandi amici. Andando via, Scalfaro chiese da cosa nascesse questa inaspettata cordialità. De Gasperi gli raccontò che lui Nenni avevano partecipato insieme alla guerra di Liberazione. Ma non c’era solo quello. La figlia di Pietro Nenni era stata arrestata nel 1942 in Francia dalla Gestapo e deportata il 27 gennaio 1943 ad Auschwitz, con l’accusa di propaganda gollista e antifrancese. All’indomani della Liberazione, nel giugno 1945, nacque il governo di unità nazionale guidato da Ferruccio Parri.

de_gasperi

De Gasperi, che era ministro degli Esteri, si impegnò nell’avere notizie della figlia di Nenni. Vittoria, la figlia di Nenni, era stata trovata morta di tifo il 16 luglio 1943 ad Auschwitz. Le notizie giunsero solo dopo la guerra. Appena ricevuto la tragica notizia, il ministro degli Esteri democristiano telefonò a Nenni, dicendogli soltanto: “Vengo subito da te. Una volta giunto nell'ufficio di Nenni, i due si abbracciarono, senza dire nulla, piangendo insieme. E De Gasperi commentò così a Scalfaro quella storia: “Vedi, Scalfaro, abbiamo vissuto insieme cose che nè io nè lui potremo dimenticare mai”.

Ricordo la commozione con cui il presidente Scalfaro si soffermava su quel momento.

Da Capo dello Stato eletto da una maggioranza vastissima, Oscar Luigi Scalfaro è riuscito in modo responsabile e coraggioso a gestire in particolare una delle fasi più delicate della nostra storia politica: il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, un momento attraversato da crisi economiica, dal crollo del vecchio sistema di partiti e la nascita di un nuovo quadro politico. Un periodo che fu attraversato anche da profondi contrasti sociali e dall'intimidazione della mafia con gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e con le bombe che tornarono ad esplodere a Roma e Firenze.



Scalfaro è stato sempre un uomo politico perbene, onesto e competente, nonostante anche gli attacchi volgari che una parte politica non ha mancato di riservargli. Un galantuomo di altri tempi, sempre con il distintivo dell'Azione Cattolica visibile sulla giacca, che nella politica volgare, autoreferenziale e televisiva di oggi - così diversa da quei modi e da quello stile – certamente ci mancherà.






4 commenti:

  1. un cattolico di sinistra, non clericale, con un alto senso laico dello Stato... non un chierichetto alla Casini,Buttiglione, Lupi, ecc.ecc.

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  2. Veramente Scalfaro era un esponente della corrente conservatrice della DC

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    1. Le correnti democristiane erano partiti all'interno di un unico carrozzone. Scalfaro non ha mai tenuto atteggiamenti clericali e non è mai stato supino alla C.E.I.

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