martedì 26 marzo 2013
Rocco, guardiano della casa del M5s
giovedì 30 agosto 2012
Come distruggere un territorio in poche mosse
ALLA RICERCA (SISMICA) DEL PETROLIO ................
nelle isole Tremiti
“Fin da ora dico che non ci daremo per vinti e che – conclude l'assessore – oltre a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali, proseguiremo con le modalità civili proprie dei pugliesi a manifestare il nostro dissenso e la nostra protesta nella battaglia per affermare il diritto della Puglia a progettare un futuro diverso rispetto a quello che altri pensano di disegnare. Invito i pugliesi tutti, oltre che i rappresentanti delle istituzioni e coloro che siedono in parlamento eletti nella nostra regione, ad aiutarci a sostenere questa battaglia”. Fonte
Questi dati dimostrano l’assoluta insensatezza del rilancio delle attività estrattive previsto dalla Strategia energetica nazionale prospettata dal ministro Passera e della spinta verso nuove trivellazioni volte a creare 15 miliardi di euro di investimento e 25mila nuovi posti di lavoro. Il settore è destinato a esaurirsi in pochi anni, come sostiene, per altro, lo stesso ministero dello Sviluppo economico nel Rapporto annuale 2012 della sua Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche" Continua
sabato 25 agosto 2012
L'ottimismo e gli applausi
Riprendo sul blog un interessante editoriale pubblicato sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana che mi sento di sottoscrivere in pieno.
Monti, l'ottimismo e gli applausi
Il premier "vede" l'uscita dalla crisi. Ma i dati macroeconomici dicono di no.
martedì 27 marzo 2012
I diritti dovrebbero essere uguali per tutti
Una delle notizie politiche “calde” degli ultimi tempi è certamente il dibattito sulla volontà del governo di riformare l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Come sapete, tale articolo oggi prevede che se un lavoratore (dipendente in un'azienda con oltre 15 dipendenti) viene licenziato senza una giusta causa, accertata dal giudice del lavoro, il datore di lavoro ha l'obbligo di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il Governo ha ritenuto di riformare profondamente questo articolo dando vita e ciò ha inevitabilmente causato un dibattito tra partiti, società civile e soprattutto sindacati, molto duro. Ma non vogliamo oggi entrare nel merito della questione, vogliamo approfondire un aspetto in particolare.
Quello dell'obbligo di reintegro per un lavoratore ingiustamente licenziato è un principio sacrosanto, che bene fanno i sindacati a difendere. Non c'è motivazione di “rilancio economico” che tenga.
Ci sono però dei “dettagli” che lasciano quanto mai perplessi.
Vent'anni dopo il varo dello Statuto dei lavoratori, il parlamento approvò infatti una successiva legge, la n. 108 dell'11 maggio 1990 (“Disciplina dei licenziamenti individuali”) che, andando a integrare la legge precedente, prevedeva espressamente all'art.4:
“La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto”.
I sindacati, ed anche i partiti, dunque non hanno l’obbligo di reintegro per il dipendente licenziato da loro senza giusta causa, neanche nel caso in cui il licenziamento sia avvenuto per motivi discriminatori.
Tant'è che esiste anche un blog di lavoratori licenziati dalla Cgil che raccontano le loro storie.
Questo post non vuole essere assolutamente un attacco alle battaglie dei sindacati per la difesa del diritto al lavoro, anzi sarebbe necessaria una estensione delle garanzie a tutti i lavoratori, quelli dei sindacati compresi.
Soprattutto in questa fase è essenziale una mobilitazione generale in difesa dei diritti di tutte le persone che lavorano. Come ha ricordato giustamente qualche giorno fa, in coerenza anche con la Dottrina Sociale della Chiesa, Monsignor Giancarlo Bregantini, responsabile della Cei per il lavoro, il lavoro non è una merce (“Non si può eliminare chi lavora per motivi di bilancio”). Leggi tutto
Quello che lascia perplessi è soltanto questa incongruenza non secondaria, che tocca proprio chi tutti i lavoratori è titolato a rappresentare e tutelare.
venerdì 16 marzo 2012
E il Ministro rispose ai consiglieri comunali cegliesi
mercoledì 30 novembre 2011
Un viceministro di origine cegliese
Ne parla la Gazzetta del Mezzogiorno oggi in edicola:
“Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Infrastrutture Mario Ciaccia è l'unico rappresentante pugliese nell'attuale Governo Monti. La sua famiglia infatti è di Ceglie Messapica, l'antica città che si affaccia sulla Valle d'Itria. Mario Ciaccia è nato a Roma da genitori pugliesi. Da sempre legato alla terra dei suoi genitori, nel corso degli anni ha sempre fatto, di tanto in tanto, capatine nella sua città di origine”.
Al neo viceministro (oltre che al Governo) un augurio di buon lavoro per aiutare l'Italia ad uscire da questo difficile momento di crisi.
Ecco chi è Mario Ciaccia. clicca qui
Il suo curriculum è davvero notevole
venerdì 18 novembre 2011
FIDUCIA
Buon lavoro, Presidente
mercoledì 16 novembre 2011
Il giorno di Monti
Finalmente un governo di persone competenti
Questa mattina, dopo un colloquio di oltre due ore con il Capo dello Stato, il neo-premier Mario Monti ha presentato la lista dei ministri, un governo completamente tecnico, per gestire questo momento così difficile per l'economia del nostro Paese. Oggi pomeriggio il giuramento dinanzi al Presidente della Repubblica. Il Governo entrerà nella pienezza dei poteri con la fiducia delle Camere che verrà votata tra domani e dopodomani.
Nel link del Corriere della Sera trovate le schede sui nuovi ministri. Per leggerle, cliccate sulle rispettive immagini.
sabato 12 novembre 2011
E' finita, finalmente
giovedì 10 novembre 2011
Politica
La scelta migliore per l’Italia
Il prof. Mario Monti verso
C'è da dire che se la politica invece è rappresentata da questi altri signori, c’è poco da stare tranquilli su come affrontare la crisi.
Date un’occhiata al servizio delle Iene andato in onda ieri sera.
CLICCA QUI e guarda il video
lunedì 7 novembre 2011
Silvio e Pinuccio

Intanto la giornata di ieri è stata abbastanza “agitata”. In particolare sui mercati finanziari è accaduto qualcosa di strano.
La Borsa di Milano apre la mattinata con un forte calo (-2). Improvvisamente giungono due notizie: Giuliano Ferrara, direttore del Foglio e uomo molto vicino da sempre al Cavaliere, annuncia che le dimissioni di Berlusconi da capo del governo sono imminenti. Poi si aggiunge il vicedirettore di Libero (quotidiano molto vicino al Pdl) che annuncia su twitter che al vertice Pdl di domenica sera si è stabilito che Berlusconi avrebbe annunciato le dimissioni entro ieri e che avrebbe proposto un “governo Letta”.
Rese pubbliche queste notizie, la Borsa registra un vistoso ed improvviso aumento. Alle 11, è a + 3. Il mercato sembra accogliere con entusiasmo questa ipotesi. Lo spread italiano rispetto ai titoli tedeschi si accorcia notevolmente. Dopo qualche ora, il PDL smentisce l'ipotesi di dimissioni. Lo spread torna a salire e anche la Borsa di Milano ripiega, alle 13.00, scendendo al + 1.7. Giuliano Ferrara, alle 13.30, dichiara che Berlusconi si dimetterà dopo la fiducia e che si vota a gennaio: la Borsa risale a +2.2.
Alle 17.30 la notizia che le dimissioni non ci sono: la Borsa chiude con un misero +1.10.
Infine nella sua striscia serale su Rai1, sempre Ferrara si dice certo che la vicenda finirà con un "lieto fine" per il Governo. Non è tutto un po' strano? Rialzi e ribassi improvvisi, il sogno di ogni buon speculatore borsistico. C'è qualcuno che ci ha guadagnato in tutta questa altalena?
Sta di fatto che la Consob ha aperto un'indagine per vederci chiaro.
Ad ogni modo, non siamo in grado al momento di sapere come andrà a finire. L'attuale premier ci ha abituato ad aspettarci di tutto.
L'unica cosa che, da cittadini, auspichiamo è che ascolti il consiglio di Pinuccio, al secolo il mitico Alessio Giannone.
domenica 6 novembre 2011
Intermezzo politico
Buona domenica da Ceglie Marittima

La Nuova Pallacanestro Ceglie punta alla sestina
E’ tutto pronto per la settima giornata del Campionato di Serie C Regionale Puglia; dopo l’altisonante vittoria di Santeramo in Colle la Nuova Pallacanestro Ceglie attende fra le mura amiche del Pala2006 la neopromossa Nike Terlizzi. Clicca qui per leggere tutto
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IL CREPUSCOLO

E intanto il Governo continua a perdere pezzi
certo che se tra loro c'è anche anche l'on. Stracquadanio è davvero il cataclisma del berlusconismo.
venerdì 14 ottobre 2011
Per un pugno di voti
Il Governo continua a galleggiare
Mentre l’Italia affonda

giovedì 13 ottobre 2011
Attese e sbadigli
E meno male che è l’alleato più fedele …
12 sbadigli in 19 minuti!
Probabilmente domani, in occasione del voto sulla fiducia, il governo raccatterà anche una fiducia striminzita. Ma i suoi stessi uomini ormai guardano oltre. Anche tra i parlamentari della maggioranza naturalmente sono comunque pochi coloro che vorrebbero andare al voto: molti temono che non verrebbero rieletti.
Inoltre deputati e senatori alla prima legislatura non maturerebbero i cinque anni che gli permetterà di godere della pensione da parlamentare. Per cui si tira avanti, finchè dura. Al massimo preparandosi ad un governo tecnico di transizione. Mentre intanto oggi l’Italia continua a perdere colpi, a causa di questo governo ormai screditato a livello internazionale e non più rappresentativo degli elettori italiani.
Previsioni brindisine
sabato 24 settembre 2011
Buone notizie per il territorio
Prima giornata di campionato - IL CEGLIE IN SCENA A BRINDISI
Questa sera, 24 settembre con la prima partita di campionato, verrà sancito ufficialmente l’inizio di una nuova era per l’ A.D. Basket Ceglie del presidente Mario Laneve. Seppur in categoria inferiore, con palcoscenici ridimensionati, l’entusiasmo di tutto lo staff societario resta invariato. Infatti è tanta la voglia di ripartire con l’obiettivo di riscrivere la storia della pallacanestro cegliese come già ampiamente fatto nell’ultimo decennio da questa società, rappresentata dalla famiglia Laneve al timone.
Come nelle ultime 3 stagioni la squadra verrà capitanata dall’ormai Cegliese Paulinho Motta, rimasto a Ceglie, per scelta propria sposando completamente il progetto Basket Ceglie a 360° , infatti la società ha affidato l’intero controllo dell’area tecnica della prima squadra e dell’intero movimento giovanile, ma nonostante ciò vedremo per la quarta stagione consecutiva la maglia numero 13 del Capitano di tante battaglie culminate con la promozione in B dilettanti nella stagione 2009/2010. Il roster è composto da Cegliesi che hanno svolto l’attività giovanile nell’A.d. Basket Ceglie: Alessio Curri (ala/pivot), Marco Nannavecchia (guardia), Anthony Parisi (play/guardia), Rocco Lamberti (guardia/ala), Mario Laneve (guardia), Cosimo Urso (play/guardia); in più il roster si completa coni colpi di maggior spessore del mercato societario e parliamo della guardia/ala francese Kevin Lescot e del talentuoso Cristian Santoro già tesserato nella stagione 2008/2009 in questa società, entrambi si candidano, insieme al capitano Paulo Motta , ad essere l’arma in più per poter portare la società al salto di categoria.
L’avversario della prima giornata di campionato è l’Eagles Brindisi, squadra retrocessa dall’ultimo campionato di C regionale, categoria nella quale ambisce a tornare già quest’anno, ritenuta dagli addetti ai lavori squadra che potrà svolgere il ruolo di protagonista del campionato. Palla a due stasera alle ore 18:00 presso il Palamalagoli di Brindisi.
Dopo aver allestito, come da sempre accade, un roster di qualità lo staff societario chiede l’apporto dei sostenitori cegliesi che hanno sempre accompagnato la squadra non facendo mai mancare il proprio affetto, dando così il proprio apporto per riportare A.d. Basket Ceglie nei campionati che ci competono.
giovedì 22 settembre 2011
L'unico contento è il sindaco di Ceglie ...
Si continua a parlare di Patto di stabilità, a cui tutti gli enti territoriali devono attenersi per il loro equilibrio di bilancio. Da un lato, il Governo nazionale sforbicia pesantemente i finanziamenti agli enti locali (Comuni e Province, per non parlare delle Regioni) che quindi hanno meno soldi per finanziare i propri servizi ai cittadini (strade, opere pubbliche, servizi sociali, istruzione, ecc.).
Dall’altro, a causa del patto di stabilità interno (cioè dei vincoli di spesa imposti da Roma) vengono posti limiti all’uso dei soldi di cui il Comune dispone. Pena, in caso di sforamento, un pesante taglio ulteriore ai finanziamenti trasferiti da Roma a quel Comune o a quella Provincia.
Praticamente il Comune deve garantirsi, in ogni esercizio finanziario, introiti finanziari pari ai pagamenti che deve effettuare. Se vuole spendere 100, deve incassare 100, ogni anno. Non può cioè fare affidamento sui suoi “risparmi” accumulati negli anni. Quindi, anche se ha “in banca” 1.000 come attivo accumulato negli anni, non potrà usarli. Per mantenere l’equilibrio (e non essere sanzionato con ulteriori tagli) potrà capitare che sia costretto a tagliare i servizi ai cittadini o ad aumentare le tasse. Pur avendo i soldi.
Il problema si presenta quando si tratta di opere che per essere realizzate necessitano di tempo e che vengono quindi approvate in esercizi finanziari precedenti. Se si realizza ad esempio un’opera pubblica che costa 300 e occorrono 3 anni per completarla, non importa se, quando ha avviato l’opera, quei 300 il Comune li avesse già da parte.
I pagamenti avverranno negli anni successivi e per quel periodo successivo, il Comune dovrà garantire un livello di entrate (cioè provenienti dalle tasse e dalle tariffe) pari ai pagamenti che è tenuto a fare. Se queste entrate diminuiscono (ad esempio a causa del minore reddito delle persone e del taglio marziale ai trasferimenti dallo Stato) , e non potendo il Comune fare affidamento sui soldi in attivo che ha depositati – cosa farà? Interromperà i lavori? O taglierà i servizi per poter garantire il pagamento?
Spesso, proprio per questo motivo, gli enti rinviano i pagamenti al periodo successivo (e bisogna aggiungere le penali conseguenti, quindi più soldi da pagare). La conseguenza è che le aziende a cui sono stati commissionati i lavori vengono lasciate “in attesa” del pagamento, a tempo non prevedibile. Queste, a loro volta, non possono pagare i loro dipendenti e operai e, purtroppo, in molti casi vengono rovinate. Un meccanismo diabolico. E intanto il Comune continua ad avere in cassa i soldi che consentirebbero di pagare. Ma non può usarli.
Sindaci brindisini in rivolta
Anche quando l’attuale amministrazione comunale si insediò, iniziò a girare la voce che avessero trovato 800.000 euro di debiti fuori bilancio per lavori gia' eseguiti ma non coperti finanziariamente. Naturalmente c’entrava il discorso sul Patto di stabilità. Ma forse non ne erano informati.
Ne parliamo perché ieri, sul Quotidiano, abbiamo letto della protesta di tutti i sindaci della provincia che, tra i pesanti tagli statali e il patto di stabilità, annunciano tutti un anno nero con un possibile taglio brutale ai servizi per i cittadini (strade, scuole, mense e trasporti).
Ad esempio, a proposito del Comune di Francavilla Fontana, leggiamo:
Molte amministrazioni devono affrontare situazioni paradossali. Solo così si possono descrivere quattro milioni e duecentomila euro di avanzo che non possono essere utilizzati. E’ quanto accade a Francavilla Fontana. “Ho fatto il sindaco per 15 anni – racconta – Vincenzo Della Corte – e non ho mai vissuto un periodo tanto duro. A volte è difficile non cedere allo sconforto. Siamo riusciti ad avere finanziamenti per 14 milioni di euro, ma non possiamo appaltarli prima della fine dell’anno, altrimenti sforeremmo il patto di stabilità. I progetti più importanti che abbiamo in cantiere sono il palazzetto dello sport e palazzo imperiali. Abbiamo trovato un accordo che ci consente di terminare i lavori e pagare tutto entro febbraio dell’anno prossimo. Siamo molto preoccupati per i servizi sociali. I cittadini non hanno ancora contezza degli effetti della manovra, ce l’avranno il prossimo anno”.
E a Ceglie Messapica?
Il coro dei primi cittadini che chiede, con allarme e con urgenza, la riforma del Patto è unanime. O quasi. L’unico contento, tra i sindaci brindisini, sembra essere il sindaco di Ceglie, che ritiene una “fortuna” il Patto di stabilità, così com’è congegnato oggi.
“Luigi Caroli ha un’opinione particolare per quanto riguarda il patto di stabilità, in netta controtendenza rispetto ai suoi colleghi: “Per fortuna abbiamo avuto il patto, altrimenti c’è chi si sarebbe venduto anche i Comuni. Noi faremo di tutto per non tagliare i servizi, ma credo sia importante la collaborazione dei cittadini”. Il sindaco Caroli, in effetti, lancia un appello, soprattutto ai dipendenti pubblici.: “Da loro più che dagli altri, ci si dovrebbe aspettare riconoscenza, per il fatto che possono contare sui posti di lavoro ‘intoccabili’. Ebbene dimostrino questa gratitudine in questo momento di difficoltà, con la produttività e la razionalizzazione della spesa”.
Sarà contento lui. Non so quanto lo saremo noi cegliesi. Lo constateremo a breve quando vedremo le nuove tasse.
Per non parlare di chi la dura "legge" del Patto di stabilità l’ha già dovuta constatare. Sulla propria pelle.





