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martedì 26 marzo 2013

Rocco, guardiano della casa del M5s


Vito Crimi: il grillino che si addormenta in aula al Senato



"Ditemi che succede", chiede Beppe Grillo a Vito Crimi e Roberta Lombardi. "Voglio sapere se davvero nel gruppo ci sono persone che pensano di fare un accordo con il Pd"... E mentre in Rete parte la caccia agli infiltrati, in Parlamento, tra chi ha espresso il suo dissenso, serpeggia la paura. "Dimmi chi è il senatore che ti ha parlato", chiede Rocco Casalino - ex concorrente del Grande Fratello, ora uomo di comunicazione dei grillini lombardi - a un cronista. Leggi tutto






Quando Peppe difendeva la libertà dei parlamentari di votare secondo coscienza,
anche contro la disciplina di partito:

"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" è molto chiaro. Chi è eletto risponde ai cittadini, non al suo partito. Questa la chiamate democrazia? E' solo una sua caricatura. I nostri dipendenti (...come recita la Costituzione questa gente dovrebbe rispondere a noi) hanno occupato lo Stato, sono membri di comitati di affari e di mutua assistenza che hanno chiamato partiti e ai quali obbediscono. Questi partiti, con questa forma, senza eccezione, come il partito fascista, vanno aboliti. Chi ne entra a far parte, anche in buona fede, anche senza volerlo, non fa più parte della democrazia. (10 agosto 2010)




"Uno vale uno", "
"Decideremo tutto con la rete",
"Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S“... 


Ricordate?

Altri tempi, c'era la campagna elettorale.










giovedì 30 agosto 2012

Come distruggere un territorio in poche mosse





PEGGIO DEL GOVERNO BERLUSCONI





Parliamo di una decisione presa a Roma e riguardante la nostra regione, la Puglia. 

ALLA RICERCA (SISMICA) DEL PETROLIO ................
nelle isole Tremiti


“Apprendo oggi da comunicazione ufficiale che alla vigilia di ferragosto il Ministro dell'Ambiente ha autorizzato le prospezioni richieste da Petroceltic nei pressi delle isole Tremiti. Riteniamo che si tratti di una offesa alla dignità della nostra Regione e degli altri enti locali che si erano espressi negativamente rispetto alla prospettiva di vedere il nostro mare violentato dalla corsa all'oro nero. E' una ulteriore conferma della sensazione di marginalizzazione della Puglia. Speravamo che questo atteggiamento, in considerazione dell'attenzione e della collaborazione avviate sulla vicenda Taranto, fosse ormai consegnato al passato. Ma evidentemente non è così”. Così l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro commenta la notizia, comunicata dal Ministero, di parere positivo alle prospezioni. 

“La nostra regione, la cui economia è fortemente legata al mare, al turismo ed ai prodotti enogastronomici, subisce oggi una minaccia che speravamo scongiurata: nonostante il corale 'no' gridato a gran voce lo scorso 21 gennaio a Monopoli da istituzioni e cittadini pugliesi, il rischio di un 'embargo' sulle nostre coste ad opera delle multinazionali del petrolio prende sempre più corpo. Il parere del Ministero conferma la direzione ostinata del Governo nazionale – prosegue Nicastro – verso lo sfruttamento massivo delle fonti energetiche fossili e, riteniamo, crea un pericoloso precedente per il destino del nostro mare. Ci sono numerose altre richieste di prospezioni geosismiche che giacciono in attesa di essere autorizzate dal Ministero. Se fino ad ora nutrivamo qualche speranza di ravvedimento nelle scelte di politica energetica nazionale che servisse a scongiurare la corsa al petrolio nel basso Adriatico, adesso abbiamo l'amara certezza che anche le altre richieste di prospezione, verosimilmente, saranno autorizzate. In prospettiva si concretizza uno scenario allarmante per il nostro mare e per la vocazione turistica della nostra regione”.

“Fin da ora dico che non ci daremo per vinti e che – conclude l'assessore – oltre a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali, proseguiremo con le modalità civili proprie dei pugliesi a manifestare il nostro dissenso e la nostra protesta nella battaglia per affermare il diritto della Puglia a progettare un futuro diverso rispetto a quello che altri pensano di disegnare. Invito i pugliesi tutti, oltre che i rappresentanti delle istituzioni e coloro che siedono in parlamento eletti nella nostra regione, ad aiutarci a sostenere questa battaglia”. Fonte





Questo sarebbe solo l'inizio di ulteriori possibili autorizzazioni che potrebbero riguardare altri punti del nostro territorio. Magari anche dalle nostre parti (Leggi qui). Tra l'altro, il Governo (sostenuto da Pdl, PD e Udc)è proprio sicuro che sia una scelta strategicamente utile? Date un'occhiata a questo rapporto di LegAmbiente.

"Secondo le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico ci sarebbero nei nostri fondali marini 10,3 milioni di tonnellate di petrolio. Stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. Non solo: anche attingendo al petrolio presente nel sottosuolo, concentrato soprattutto in Basilicata, il totale delle riserve certe nel nostro Paese verrebbe consumato in appena 13 mesi. 
Questi dati dimostrano l’assoluta insensatezza del rilancio delle attività estrattive previsto dalla Strategia energetica nazionale prospettata dal ministro Passera e della spinta verso nuove trivellazioni volte a creare 15 miliardi di euro di investimento e 25mila nuovi posti di lavoro. Il settore è destinato a esaurirsi in pochi anni, come sostiene, per altro, lo stesso ministero dello Sviluppo economico nel Rapporto annuale 2012 della sua Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche" Continua



NO, GRAZIE.







sabato 25 agosto 2012

L'ottimismo e gli applausi


Riprendo sul blog un interessante editoriale pubblicato sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana che mi sento di sottoscrivere in pieno.


Monti, l'ottimismo e gli applausi

Il premier "vede" l'uscita dalla crisi. Ma i dati macroeconomici dicono di no.


L'intervento del premier Mario Monti al Meeting di Rimini (Ansa).

«Per molti aspetti vedo avvicinarsi l’uscita dalla crisi». Così il presidente del Consiglio Mario Monti ha aperto il Meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Un discorso carico di speranza,ricco di citazioni: da De Gasperi a Schuman. Le parole di Monti sono servite a dar fiducia a un Paese con il freno a mano tirato. Anche se il cammino di risanamento è lungo. Un discorso di speranza, con forti contrasti con la realtà. Il premier, sulla scia di De Gasperi («il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni»), ha sostenuto che il Governo «sta cercando di orientare le politiche nell’interesse dei giovani». 


Ma quali provvedimenti stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile? In fondo, ammette lo stesso presidente:«Mai abbiamo pensato che le riforme fatte con intensità in questi mesi, lavoro, pensioni, spending review, liberalizzazioni, facessero partire immediatamente la crescita».«Quello che, invece, speravamo», ha aggiunto,«è che l’insieme di queste riforme desse luogo a una riduzione dei tassi di interesse più rapidamente di come sta avvenendo. Non abbiamo mai pensato che, nel giro di qualche mese, le riforme potessero far salire crescita e occupazione. Ci vuole più tempo». Ma quanto tempo? 


Il Paese è stremato. Dieci milioni di famiglie tirano la cinghia. La disoccupazione è al 10,8 per cento. Solo un italiano su tre ha un posto regolare a tempo indeterminato (meno che in tutti i Paesi europei). Secondo Eurostat, gli occupati in Italia sono 450 mila in meno che nel 2007. Aumentano i cassaintegrati. Su una popolazione di 60,8 milioni di residenti, solo il 36,8 per cento (22,3 milioni di persone) lavora. «L’economia italiana», ha scritto Federico Fubini sul Corriere della Sera, «somiglia a una piramide rovesciata, la cui base formata da chi produce si restringe sempre di più. Se si eliminasse l’apporto degli stranieri, emergerebbe che i cittadini italiani effettivamente al lavoro sono poco più di uno su tre». 


Un’ultima considerazione. Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier. Tutti gli ospiti del Meeting, a ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare. C’è il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perché chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e liberazione. Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione. Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale. Fonte





martedì 27 marzo 2012

I diritti dovrebbero essere uguali per tutti


Una delle notizie politiche “calde” degli ultimi tempi è certamente il dibattito sulla volontà del governo di riformare l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Come sapete, tale articolo oggi prevede che se un lavoratore (dipendente in un'azienda con oltre 15 dipendenti) viene licenziato senza una giusta causa, accertata dal giudice del lavoro, il datore di lavoro ha l'obbligo di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.



Il Governo ha ritenuto di riformare profondamente questo articolo dando vita e ciò ha inevitabilmente causato un dibattito tra partiti, società civile e soprattutto sindacati, molto duro. Ma non vogliamo oggi entrare nel merito della questione, vogliamo approfondire un aspetto in particolare.


Quello dell'obbligo di reintegro per un lavoratore ingiustamente licenziato è un principio sacrosanto, che bene fanno i sindacati a difendere. Non c'è motivazione di “rilancio economico” che tenga.



Ci sono però dei “dettagli” che lasciano quanto mai perplessi.

Vent'anni dopo il varo dello Statuto dei lavoratori, il parlamento approvò infatti una successiva legge, la n. 108 dell'11 maggio 1990 (“Disciplina dei licenziamenti individuali”) che, andando a integrare la legge precedente, prevedeva espressamente all'art.4:

“La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto”.


I sindacati, ed anche i partiti, dunque non hanno l’obbligo di reintegro per il dipendente licenziato da loro senza giusta causa, neanche nel caso in cui il licenziamento sia avvenuto per motivi discriminatori.


Tant'è che esiste anche un blog di lavoratori licenziati dalla Cgil che raccontano le loro storie.


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Clicca qui


Questo post non vuole essere assolutamente un attacco alle battaglie dei sindacati per la difesa del diritto al lavoro, anzi sarebbe necessaria una estensione delle garanzie a tutti i lavoratori, quelli dei sindacati compresi.

Soprattutto in questa fase è essenziale una mobilitazione generale in difesa dei diritti di tutte le persone che lavorano. Come ha ricordato giustamente qualche giorno fa, in coerenza anche con la Dottrina Sociale della Chiesa, Monsignor Giancarlo Bregantini, responsabile della Cei per il lavoro, il lavoro non è una merce (“Non si può eliminare chi lavora per motivi di bilancio”). Leggi tutto

Quello che lascia perplessi è soltanto questa incongruenza non secondaria, che tocca proprio chi tutti i lavoratori è titolato a rappresentare e tutelare.



venerdì 16 marzo 2012

E il Ministro rispose ai consiglieri comunali cegliesi


IL COMPIMESE

Oggi l'innovativo esperimento dell'Amministrazione comunale senza assessori compie un mese.






E tanti auguri anche alla città...










Qualche giorno fa i consiglieri comunali del centrosinistra di Ceglie avevano inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica una nota relativa alle consulenze esterne a cui il nostro Comune ha fatto ricorso negli ultimi tempi.

In appena 10 giorni è arrivata la risposta del ministro Filippo Patroni Griffi.




Clicca qui per leggere tutto



E intanto una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 730/2012) stabilisce che "Gli incarichi di assistenza legale negli enti locali che hanno l’avvocatura devono essere conferiti esclusivamente dal dirigente della stessa e non dal sindaco"





mercoledì 30 novembre 2011

Un viceministro di origine cegliese

GOVERNO MONTI/ I viceministri: chi è Mario Ciaccia, ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Infrastrutture


Ne parla la Gazzetta del Mezzogiorno oggi in edicola:

“Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Infrastrutture Mario Ciaccia è l'unico rappresentante pugliese nell'attuale Governo Monti. La sua famiglia infatti è di Ceglie Messapica, l'antica città che si affaccia sulla Valle d'Itria. Mario Ciaccia è nato a Roma da genitori pugliesi. Da sempre legato alla terra dei suoi genitori, nel corso degli anni ha sempre fatto, di tanto in tanto, capatine nella sua città di origine”.

Al neo viceministro (oltre che al Governo) un augurio di buon lavoro per aiutare l'Italia ad uscire da questo difficile momento di crisi.


Ecco chi è Mario Ciaccia. clicca qui

Il suo curriculum è davvero notevole


venerdì 18 novembre 2011

FIDUCIA

Il Governo guidato da Mario Monti ha ottenuto la fiducia di entrambe le Camere e dunque è nel pieno dei poteri. Che sia davvero un nuovo inizio, per il bene dell'Italia. Tra i “somari” di ieri e i professori di oggi, credo che sia sempre preferibile la seconda ipotesi.



Secondo un sondaggio Ipsos sull'attuale scenario politico, il governo Monti riscuote la fiducia di 9 cattolici su 10. Il sondaggio è stato realizzato per conto della Fondazione “Achille Grandi per il Bene Comune”.

"Ai cattolici piace questo governo perchè intravedono la possibilitàche si scardini un sistema politico ormai imballato. Credo che i cattolici pensino a questo governo come ad un periodo di transizione capace di aprire nuove prospettive per il Paese. Oltretutto, nel governo ci saranno molti cattolici", commenta il presidente della Fondazione Michele Rizzi. "Questo dimostra come in un periodo di crisi si faccia ricorso a personalità che il mondo cattolico -conclude Rizzi- da sempre esprime e che sono riconosciute da tutti come super partes".

Ed anche il quotidiano della Cei, Avvenire, parla di una “stagione di speranza”.

L’autunno può essere anche una stagio­ne di speranza. E quest’autunno 2011 – indelebilmente segnato da venti di crisi che ci hanno scaraventato addosso richiami po­derosi e scioccanti alle nostre debolezze na­zionali e alle responsabilità che, non solo per noi stessi, dobbiamo saper onorare – può dav­vero convertirsi in stagione di speranza. Una stagione utile per attraversare con convin­zione il tempo del rigore che inesorabilmen­te si annuncia e per rinsaldare le fondamen­ta del sistema Italia. Il 'governo dei compe­tenti e dei disinteressati' (riprendo l’esigen­te etichetta-auspicio di un nostro lettore) che è nato ieri – il 63° della storia repubblicana – è chiamato a lavorare per questo, con lena al­meno pari alle grandi difficoltà che gli tocca di affrontare. LEGGI TUTTO


Buon lavoro, Presidente


mercoledì 16 novembre 2011

Il giorno di Monti


Finalmente un governo di persone competenti




Questa mattina, dopo un colloquio di oltre due ore con il Capo dello Stato, il neo-premier Mario Monti ha presentato la lista dei ministri, un governo completamente tecnico, per gestire questo momento così difficile per l'economia del nostro Paese. Oggi pomeriggio il giuramento dinanzi al Presidente della Repubblica. Il Governo entrerà nella pienezza dei poteri con la fiducia delle Camere che verrà votata tra domani e dopodomani.

Nel link del Corriere della Sera trovate le schede sui nuovi ministri. Per leggerle, cliccate sulle rispettive immagini.

Clicca qui




giovedì 10 novembre 2011

Politica


La scelta migliore per l’Italia



Il prof. Mario Monti verso la Presidenza del Consiglio. Questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’ha nominato senatore a vita. La situazione del nostro Paese è seria e può essere affrontata solo da persone serie che mettano in campo un programma credibile con obiettivi condivisi e realizzabili. Leggi tutto

Chi è Mario Monti


C'è da dire che se la politica invece è rappresentata da questi altri signori, c’è poco da stare tranquilli su come affrontare la crisi.

Date un’occhiata al servizio delle Iene andato in onda ieri sera.

CLICCA QUI e guarda il video


lunedì 7 novembre 2011

Silvio e Pinuccio

Berlusconi alla fine ha dichiarato che non si dimetterà nonostante le lacerazioni, nelle ultime ore, della maggioranza che lo sostiene. Quindi oggi, dopo il voto sul rendiconto dello Stato, la Camera sarà a chiamata a votare anche una mozione di sfiducia al Governo. Il risultato sarà certamente al cardiopalma.



Intanto la giornata di ieri è stata abbastanza “agitata”. In particolare sui mercati finanziari è accaduto qualcosa di strano.

La Borsa di Milano apre la mattinata con un forte calo (-2). Improvvisamente giungono due notizie: Giuliano Ferrara, direttore del Foglio e uomo molto vicino da sempre al Cavaliere, annuncia che le dimissioni di Berlusconi da capo del governo sono imminenti. Poi si aggiunge il vicedirettore di Libero (quotidiano molto vicino al Pdl) che annuncia su twitter che al vertice Pdl di domenica sera si è stabilito che Berlusconi avrebbe annunciato le dimissioni entro ieri e che avrebbe proposto un “governo Letta”.



Rese pubbliche queste notizie, la Borsa registra un vistoso ed improvviso aumento. Alle 11, è a + 3. Il mercato sembra accogliere con entusiasmo questa ipotesi. Lo spread italiano rispetto ai titoli tedeschi si accorcia notevolmente. Dopo qualche ora, il PDL smentisce l'ipotesi di dimissioni. Lo spread torna a salire e anche la Borsa di Milano ripiega, alle 13.00, scendendo al + 1.7. Giuliano Ferrara, alle 13.30, dichiara che Berlusconi si dimetterà dopo la fiducia e che si vota a gennaio: la Borsa risale a +2.2.

Alle 17.30 la notizia che le dimissioni non ci sono: la Borsa chiude con un misero +1.10.


Infine nella sua striscia serale su Rai1, sempre Ferrara si dice certo che la vicenda finirà con un "lieto fine" per il Governo. Non è tutto un po' strano? Rialzi e ribassi improvvisi, il sogno di ogni buon speculatore borsistico. C'è qualcuno che ci ha guadagnato in tutta questa altalena?

Sta di fatto che la Consob ha aperto un'indagine per vederci chiaro.



Ad ogni modo, non siamo in grado al momento di sapere come andrà a finire. L'attuale premier ci ha abituato ad aspettarci di tutto.

L'unica cosa che, da cittadini, auspichiamo è che ascolti il consiglio di Pinuccio, al secolo il mitico Alessio Giannone.






domenica 6 novembre 2011

Intermezzo politico


Un po' di satira ... tra favole e realtà.





L'altra novità politica, inaspettata, è che la iper-berlusconiana Gabriella Carlucci lascia Berlusconi e passa all'Udc di Casini.

Eppure ricordate come difendeva con le unghie il governo fino a poche settimana fa?





Buona domenica da Ceglie Marittima


La Nuova Pallacanestro Ceglie punta alla sestina

E’ tutto pronto per la settima giornata del Campionato di Serie C Regionale Puglia; dopo l’altisonante vittoria di Santeramo in Colle la Nuova Pallacanestro Ceglie attende fra le mura amiche del Pala2006 la neopromossa Nike Terlizzi. Clicca qui per leggere tutto


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IL CREPUSCOLO




E intanto il Governo continua a perdere pezzi

Ecco chi sono i dissidenti


certo che se tra loro c'è anche anche l'on. Stracquadanio è davvero il cataclisma del berlusconismo.





Buona domenica a tutti gli amici di "Tribuna".


venerdì 14 ottobre 2011

Per un pugno di voti


Il Governo continua a galleggiare



Mentre l’Italia affonda









Intanto la posizione politica dell'on. Luciano Sardelli, "responsabile" da S. Vito dei Normanni, è diventata un caso nazionale.






giovedì 13 ottobre 2011

Attese e sbadigli

E meno male che è l’alleato più fedele …

12 sbadigli in 19 minuti!



Probabilmente domani, in occasione del voto sulla fiducia, il governo raccatterà anche una fiducia striminzita. Ma i suoi stessi uomini ormai guardano oltre. Anche tra i parlamentari della maggioranza naturalmente sono comunque pochi coloro che vorrebbero andare al voto: molti temono che non verrebbero rieletti.

Inoltre deputati e senatori alla prima legislatura non maturerebbero i cinque anni che gli permetterà di godere della pensione da parlamentare. Per cui si tira avanti, finchè dura. Al massimo preparandosi ad un governo tecnico di transizione. Mentre intanto oggi l’Italia continua a perdere colpi, a causa di questo governo ormai screditato a livello internazionale e non più rappresentativo degli elettori italiani.


Previsioni brindisine

Quanto durerà questo spettacolo politicamente penoso? Sul Corriere della Sera una previsione la concede l’on. Luciano Sardelli, deputato ex Mpa, ora “responsabile”, di San Vito dei Normanni:

“Il governo frana in una settimana”.

Leggi l’intervista



sabato 24 settembre 2011

Buone notizie per il territorio

TRIVELLATEVI VOI!

La Regione Puglia ha detto "no" alla compatibilità ambientale in merito ai permessi chiesti da Northern Petroleum per trivellare i fondali marini nella fascia compresa tra Monopoli, Ostuni e Brindisi alla ricerca di petrolio.





Dal comunicato dell'Assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro:

“Dalle valutazioni tecniche effettuate si è rilevato, ancora una volta, che gli studi di impatto ambientale presentati dalla Northern non consentono la valutazione né dei singoli interventi né tantomeno del programma completo di ricerca. I singoli studi non chiariscono i dubbi, già manifestati in analoghe valutazioni, sui rischi e sugli impatti negativi che le indagini proposte potrebbero comportare sulle componenti ambientali e socioeconomiche. Non vengono affatto considerati le caratteristiche e le vocazioni dell’ambiente marino e della costa pugliese, né si tiene conto delle politiche ambientali, produttive e di sviluppo (soprattutto turistico) che la Puglia, le istituzioni locali e la collettività intendono perseguire. Continueremo a sostenere la causa della tutela dei beni comuni, del nostro mare e delle nostre coste, del nostro paesaggio che sono beni universali e vera fonte di ricchezza per il nostro territorio".




Qualche curiosità:

Prima di avviare le trivellazioni, ci sono le cosiddette "ispezioni sismiche", che per la Northern Petroleum sono state autorizzate dal Ministero dell'Ambiente il 28 luglio scorso.

Come funzionano? Le ispezioni sismiche sono violente esplosioni di aria compressa in mare che permettono di dare presunte stime sui giacimenti delle riserve di petrolio grazie ai segnali riflessi. Sono dannose al pescato, al delicato equilibrio marino e alla vita dei cetacei che spesso possono spiaggiare.

Il passo successivo è quello delle trivellazioni.


Noi pugliesi vogliamo davvero questo?



DIALOGO POSITIVO

Intanto a Roma, è stato siglato un accordo tra il Ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto e il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che sblocca 880 milioni di euro provenienti dall'Unione Europea e destinati alla Puglia.





E' un bel momento di politica: viene messo da parte lo storico scontro politico e si lavora insieme per il bene della nostra comunità.



Basket

Ricevo e pubblico un comunicato relativo all'A.D. Basket Ceglie




Prima giornata di campionato - IL CEGLIE IN SCENA A BRINDISI


Questa sera, 24 settembre con la prima partita di campionato, verrà sancito ufficialmente l’inizio di una nuova era per l’ A.D. Basket Ceglie del presidente Mario Laneve. Seppur in categoria inferiore, con palcoscenici ridimensionati, l’entusiasmo di tutto lo staff societario resta invariato. Infatti è tanta la voglia di ripartire con l’obiettivo di riscrivere la storia della pallacanestro cegliese come già ampiamente fatto nell’ultimo decennio da questa società, rappresentata dalla famiglia Laneve al timone.


Come nelle ultime 3 stagioni la squadra verrà capitanata dall’ormai Cegliese Paulinho Motta, rimasto a Ceglie, per scelta propria sposando completamente il progetto Basket Ceglie a 360° , infatti la società ha affidato l’intero controllo dell’area tecnica della prima squadra e dell’intero movimento giovanile, ma nonostante ciò vedremo per la quarta stagione consecutiva la maglia numero 13 del Capitano di tante battaglie culminate con la promozione in B dilettanti nella stagione 2009/2010. Il roster è composto da Cegliesi che hanno svolto l’attività giovanile nell’A.d. Basket Ceglie: Alessio Curri (ala/pivot), Marco Nannavecchia (guardia), Anthony Parisi (play/guardia), Rocco Lamberti (guardia/ala), Mario Laneve (guardia), Cosimo Urso (play/guardia); in più il roster si completa coni colpi di maggior spessore del mercato societario e parliamo della guardia/ala francese Kevin Lescot e del talentuoso Cristian Santoro già tesserato nella stagione 2008/2009 in questa società, entrambi si candidano, insieme al capitano Paulo Motta , ad essere l’arma in più per poter portare la società al salto di categoria.


L’avversario della prima giornata di campionato è l’Eagles Brindisi, squadra retrocessa dall’ultimo campionato di C regionale, categoria nella quale ambisce a tornare già quest’anno, ritenuta dagli addetti ai lavori squadra che potrà svolgere il ruolo di protagonista del campionato. Palla a due stasera alle ore 18:00 presso il Palamalagoli di Brindisi.

Dopo aver allestito, come da sempre accade, un roster di qualità lo staff societario chiede l’apporto dei sostenitori cegliesi che hanno sempre accompagnato la squadra non facendo mai mancare il proprio affetto, dando così il proprio apporto per riportare A.d. Basket Ceglie nei campionati che ci competono.





giovedì 22 settembre 2011

L'unico contento è il sindaco di Ceglie ...

Si continua a parlare di Patto di stabilità, a cui tutti gli enti territoriali devono attenersi per il loro equilibrio di bilancio. Da un lato, il Governo nazionale sforbicia pesantemente i finanziamenti agli enti locali (Comuni e Province, per non parlare delle Regioni) che quindi hanno meno soldi per finanziare i propri servizi ai cittadini (strade, opere pubbliche, servizi sociali, istruzione, ecc.).

Dall’altro, a causa del patto di stabilità interno (cioè dei vincoli di spesa imposti da Roma) vengono posti limiti all’uso dei soldi di cui il Comune dispone. Pena, in caso di sforamento, un pesante taglio ulteriore ai finanziamenti trasferiti da Roma a quel Comune o a quella Provincia.


Come funzione il Patto?

Praticamente il Comune deve garantirsi, in ogni esercizio finanziario, introiti finanziari pari ai pagamenti che deve effettuare. Se vuole spendere 100, deve incassare 100, ogni anno. Non può cioè fare affidamento sui suoi “risparmi” accumulati negli anni. Quindi, anche se ha “in banca” 1.000 come attivo accumulato negli anni, non potrà usarli. Per mantenere l’equilibrio (e non essere sanzionato con ulteriori tagli) potrà capitare che sia costretto a tagliare i servizi ai cittadini o ad aumentare le tasse. Pur avendo i soldi.


Il problema si presenta quando si tratta di opere che per essere realizzate necessitano di tempo e che vengono quindi approvate in esercizi finanziari precedenti. Se si realizza ad esempio un’opera pubblica che costa 300 e occorrono 3 anni per completarla, non importa se, quando ha avviato l’opera, quei 300 il Comune li avesse già da parte.

I pagamenti avverranno negli anni successivi e per quel periodo successivo, il Comune dovrà garantire un livello di entrate (cioè provenienti dalle tasse e dalle tariffe) pari ai pagamenti che è tenuto a fare. Se queste entrate diminuiscono (ad esempio a causa del minore reddito delle persone e del taglio marziale ai trasferimenti dallo Stato) , e non potendo il Comune fare affidamento sui soldi in attivo che ha depositati – cosa farà? Interromperà i lavori? O taglierà i servizi per poter garantire il pagamento?

Spesso, proprio per questo motivo, gli enti rinviano i pagamenti al periodo successivo (e bisogna aggiungere le penali conseguenti, quindi più soldi da pagare). La conseguenza è che le aziende a cui sono stati commissionati i lavori vengono lasciate “in attesa” del pagamento, a tempo non prevedibile. Queste, a loro volta, non possono pagare i loro dipendenti e operai e, purtroppo, in molti casi vengono rovinate. Un meccanismo diabolico. E intanto il Comune continua ad avere in cassa i soldi che consentirebbero di pagare. Ma non può usarli.


Sindaci brindisini in rivolta

Anche quando l’attuale amministrazione comunale si insediò, iniziò a girare la voce che avessero trovato 800.000 euro di debiti fuori bilancio per lavori gia' eseguiti ma non coperti finanziariamente. Naturalmente c’entrava il discorso sul Patto di stabilità. Ma forse non ne erano informati.

Ne parliamo perché ieri, sul Quotidiano, abbiamo letto della protesta di tutti i sindaci della provincia che, tra i pesanti tagli statali e il patto di stabilità, annunciano tutti un anno nero con un possibile taglio brutale ai servizi per i cittadini (strade, scuole, mense e trasporti).

Ad esempio, a proposito del Comune di Francavilla Fontana, leggiamo:


Molte amministrazioni devono affrontare situazioni paradossali. Solo così si possono descrivere quattro milioni e duecentomila euro di avanzo che non possono essere utilizzati. E’ quanto accade a Francavilla Fontana. “Ho fatto il sindaco per 15 anni – racconta – Vincenzo Della Corte – e non ho mai vissuto un periodo tanto duro. A volte è difficile non cedere allo sconforto. Siamo riusciti ad avere finanziamenti per 14 milioni di euro, ma non possiamo appaltarli prima della fine dell’anno, altrimenti sforeremmo il patto di stabilità. I progetti più importanti che abbiamo in cantiere sono il palazzetto dello sport e palazzo imperiali. Abbiamo trovato un accordo che ci consente di terminare i lavori e pagare tutto entro febbraio dell’anno prossimo. Siamo molto preoccupati per i servizi sociali. I cittadini non hanno ancora contezza degli effetti della manovra, ce l’avranno il prossimo anno”.


E a Ceglie Messapica?


Il coro dei primi cittadini che chiede, con allarme e con urgenza, la riforma del Patto è unanime. O quasi. L’unico contento, tra i sindaci brindisini, sembra essere il sindaco di Ceglie, che ritiene una “fortuna” il Patto di stabilità, così com’è congegnato oggi.


“Luigi Caroli ha un’opinione particolare per quanto riguarda il patto di stabilità, in netta controtendenza rispetto ai suoi colleghi: “Per fortuna abbiamo avuto il patto, altrimenti c’è chi si sarebbe venduto anche i Comuni. Noi faremo di tutto per non tagliare i servizi, ma credo sia importante la collaborazione dei cittadini”. Il sindaco Caroli, in effetti, lancia un appello, soprattutto ai dipendenti pubblici.: “Da loro più che dagli altri, ci si dovrebbe aspettare riconoscenza, per il fatto che possono contare sui posti di lavoro ‘intoccabili’. Ebbene dimostrino questa gratitudine in questo momento di difficoltà, con la produttività e la razionalizzazione della spesa”.


Sarà contento lui. Non so quanto lo saremo noi cegliesi. Lo constateremo a breve quando vedremo le nuove tasse.

Per non parlare di chi la dura "legge" del Patto di stabilità l’ha già dovuta constatare. Sulla propria pelle.