


"Le deleghe sono come i calzini, le puoi cambiare quante volte vuoi.
Siamo macchine da guerra …"
(Luigi Caroli, sindaco di Ceglie Messapica, 30 marzo 2012)
Sul Quotidiano in edicola questa mattina, Maria Gioia raccoglie le considerazioni del sindaco in merito alla conclusione della surreale crisi amministrativa cegliese conclusasi ieri con una piccola modifica di alcune delle deleghe degli assessori già riconfermati (sostanzialmente non ci sono stati grandi cambiamenti ad eccezione della mancata nomina del vicesindaco).
LA PROVA
“L'ho sempre detto: non ero contento della quantità e della qualità del lavoro che gli assessori svolgevano anche se nessuno di loro ha mai provocato problemi all'amministrazione. Intanto ho fatto capire loro cosa vuol dire passare da una bella situazione ad una brutta. Quando c'ero solo io al Comune non si notava la differenza rispetto a quando c'erano gli assessori”.
Concordiamo col sindaco: neanche noi cittadini eravamo contenti e non si vedeva nessuna differenza. Ma se il giudizio è così duro ci chiediamo perchè abbia riconfermato tutti gli assessori in blocco. Boh.........
LA SFIDA
“Ora li sfido. Se non mi daranno quello che io e la città ci aspettiamo, probabilmente vorrà dire che il mio segnale non sarà stato recepito. Insomma, quando sono in municipio devono essere delle macchine da guerra, altrimenti ...”
Il Quotidiano spiega che infatti tra 6 mesi dovrebbe esserci una nuova verifica per accertare chi ha dato il massimo e chi no. Ricominceremo quindi con tutto questo teatrino durato settimane e che non ha portato a nulla?
Per favore, risparmiatecelo e provate ad amministrare davvero questa città se ci riuscite, altrimenti traetene le conseguenze politiche.
Leggiamo sulla Gazzetta del Mezzogiorno oggi in edicola:
“Chiusura forzata per il Laboratorio Urbano “Mac900” di Ceglie Messapica. Rimandati, a data da destinarsi, i “lievi lavori migliorativi ed aggiuntivi” che interessavano la struttura di via San Paolo della Croce, così come specificato nella determina n. 180 del 15 marzo scorso, a firma del responsabile del procedimento, Michele Maurantonio.
Sembra, infatti, che dopo un controllo sulla regolarità degli stessi da parte dei Carabinieri e degli Ispettori dello Spesal di Brindisi, ovvero il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, sarebbero state riscontrate alcune irregolarità, tra le quali, la più importante, che a lavorare all'interno della struttura ci fosse una ditta differente da quella che si era regolarmente aggiudicata la gara per un compenso di circa 20mila euro. Inoltre, sembra che i lavori in questione fossero già iniziati da qualche giorno senza che la ditta fosse stata autorizzata a farlo, prima della pubblicazione della determina”.
L'articolo completo lo potete leggere sulla Gazzetta.
Vuoto di memoria
Leggiamo, sempre sulla Gazzetta, che è in fase di ultimazione la realizzazione di un centro sportivo in zona Insarti. Sarà composto da due campi da bocce coperti, un campo per pallacanestro e pallavolo e un campetto per il calcetto. Un progetto molto importante per la città.
Leggiamo la dichiarazione di soddisfazione del sindaco:
“E' una realizzazione importante che abbiamo fortemente voluto e che è il primo segnale che noi diamo alle famiglie che in questo popolatissimo quartiere vive".
Naturalmente, ancora una volta, neanche una parola sul fatto che i finanziamenti per questa (come per altre opere) nell'ambito dei progetti PIRP furono ottenuti nel periodo della precedente giunta di centrosinistra guidata dal prof. Pietro Federico.
Clicca qui (dal sito di Angelo Palma)
Comunicato stampa congiunto di SEL (comunale e provinciale)
E stasera ...........
“CONCERTO DA CAMERA”
… e i fichi maritati!!!
Clicca sull'immagine per saperne di più.
Il silenzio è d'oro.
"Non è vero che siamo lontani dai cittadini. Tutti noi [membri del governo] abbiamo un passato da cittadini ..." (Antonio Catricalà, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio).
Sembrerebbe uno scherzo, in realtà è tutto vero.
Questo è un comunicato dell'ufficio stampa di uno dei candidati sindaco alle prossime elezioni comunali a Taranto.
TARANTO – Mentre l’intera alleanza del centrodestra, è costretta ad incassare il niet dell’imprenditrice Maria Teresa Basile non più disposta a guidare la sopra indicata coalizione, Noi di Taranto Svegliati pur non avendo una colorazione politica ed essendo apartitici invitiamo i big provinciali di Pdl ed UDC di non trascurare la possibilità di candidare a Sindaco della città dei Due Mari la venere polacca Amandha Fox reduce dal successo ottenuto nelle primarie della settimana scorsa contro la marchesa dell’hard Luana Borgia. Leggi tutto
Nel frattempo nel web si diffonde il rumour che anche un'altra star dell'hard, Rocco Siffredi, sia pronto a fare il salto nel mondo politico, candidandosi a sindaco di Palermo. In realtà è una bufala lanciata a scopo di provocazione ma, viste le recenti evoluzioni della politica (di cui parlavamo anche prima) si fatica a non ipotizzarla verosimile.
Di certo, al riguardo, qualcosa da dire ce l'ha anche il nostro amico Pinuccio, al secolo Alessio Giannone.
Lo scandalo vero
Diciamo poi che ormai difficilmente queste notiziole sono in grado di creare un effetto”scandalo”. La realtà – dalle notti di Arcore, ai bunga bunga delle ragazze dell'Olgettina fino alle pseudo nipotine minorenni di Mubarak – ci ha assuefatti a ben altro. Purtroppo. Queste uscite al confronto sono acqua fresca.
Una delle cose che invece dovrebbe scandalizzare è il testo di quella che potrebbe essere la nuova legge elettorale, frutto dell'accordo tra Pd, Pdl e Udc. Questa è vera pornografia istituzionale.
Vuoi sapere perchè? Clicca qui
Una delle notizie politiche “calde” degli ultimi tempi è certamente il dibattito sulla volontà del governo di riformare l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Come sapete, tale articolo oggi prevede che se un lavoratore (dipendente in un'azienda con oltre 15 dipendenti) viene licenziato senza una giusta causa, accertata dal giudice del lavoro, il datore di lavoro ha l'obbligo di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il Governo ha ritenuto di riformare profondamente questo articolo dando vita e ciò ha inevitabilmente causato un dibattito tra partiti, società civile e soprattutto sindacati, molto duro. Ma non vogliamo oggi entrare nel merito della questione, vogliamo approfondire un aspetto in particolare.
Quello dell'obbligo di reintegro per un lavoratore ingiustamente licenziato è un principio sacrosanto, che bene fanno i sindacati a difendere. Non c'è motivazione di “rilancio economico” che tenga.
Ci sono però dei “dettagli” che lasciano quanto mai perplessi.
Vent'anni dopo il varo dello Statuto dei lavoratori, il parlamento approvò infatti una successiva legge, la n. 108 dell'11 maggio 1990 (“Disciplina dei licenziamenti individuali”) che, andando a integrare la legge precedente, prevedeva espressamente all'art.4:
“La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto”.
I sindacati, ed anche i partiti, dunque non hanno l’obbligo di reintegro per il dipendente licenziato da loro senza giusta causa, neanche nel caso in cui il licenziamento sia avvenuto per motivi discriminatori.
Tant'è che esiste anche un blog di lavoratori licenziati dalla Cgil che raccontano le loro storie.
Questo post non vuole essere assolutamente un attacco alle battaglie dei sindacati per la difesa del diritto al lavoro, anzi sarebbe necessaria una estensione delle garanzie a tutti i lavoratori, quelli dei sindacati compresi.
Soprattutto in questa fase è essenziale una mobilitazione generale in difesa dei diritti di tutte le persone che lavorano. Come ha ricordato giustamente qualche giorno fa, in coerenza anche con la Dottrina Sociale della Chiesa, Monsignor Giancarlo Bregantini, responsabile della Cei per il lavoro, il lavoro non è una merce (“Non si può eliminare chi lavora per motivi di bilancio”). Leggi tutto
Quello che lascia perplessi è soltanto questa incongruenza non secondaria, che tocca proprio chi tutti i lavoratori è titolato a rappresentare e tutelare.
A distanza di circa quaranta giorni dall'inizio di questa crisi comunale a dir poco surreale, pensavamo che si fosse messa finalmente la parola “fine” a questo teatrino incomprensibile ai più. Riconfermati tutti gli assessori, compreso chi (ma non è mai stato precisato chi) non si era impegnato al massimo per governare la città (al 200% come aveva detto lo stesso sindaco). “E c'era bisogno di fare tutto 'sto casino lasciando per un mese la città senza un governo?” ci siamo chiesti in tanti.
Ma il secondo tempo di questa "farsa" politica in salsa messapica è cominciato proprio in quel momento. Nessuno sa quali siano le deleghe (cioè le competenze) dei “nuovi” assessori e, probabilmente, ancora per un bel po' non ci sarà dato sapere. I possibili scenari continuano ad essere oggetto anche degli articoli di stampa, che aggiornano i cittadini sull'evoluzione dell'arte.
Sinceramente non è un argomento che mi va più di seguire, nella sua noia e tristezza. Una classe politica “di governo” che, nonostante la sua vistosa maggioranza numerica in Consiglio (ma non più nella città), non riesce più a mettersi d'accordo su un atto fondamentale. Tristezza soprattutto per le conseguenze che tutto ciò causa nella città che ha un governo allo sbando, stanco e approssimato, incapace di affrontare i tanti problemi che attanagliano la nostra comunità. Chi sono i responsabili del governo cittadino per quanto attiene la sicurezza, la pianificazione urbanistica, l'agricoltura, le attività produttive, i servizi sociali? Ancora nessuno lo sa. Davvero si pensa che gli uffici amministrativi possano svolgere i loro compiti gestionali senza un organo politico che indirizzi con certezza l'attività amministrativa? Può fare tutto il sindaco soltanto, con la semplice ratifica di assessori senza delega? Evidentemente si, guardando cosa sta accadendo.
E allora, qualcuno ritiene che una città possa restare a lungo di fatto senza una Giunta definita, andando avanti per forza d'inerzia. Lo correggiamo: non è vero che la città potrà andare avanti anche senza un'amministrazione. E' piuttosto vero che Ceglie potrà andare avanti – e meglio – senza QUESTA amministrazione. Ci sia un atto di responsabilità: si prenda atto che, per la terza volta, il centrodestra cegliese si è incartato su sé stesso, tra i veti incrociati al suo interno e il confronto delle correnti, bloccando ancora una volta la città. Anche chi due anni fa ha votato Pdl sta ormai assistendo confuso a tutto questo, senza capire. Abbiate almeno rispetto dei vostri elettori, permettete anche a loro di avere un centrodestra nuovo e normale.
Fate un passo indietro e tornate a casa, ridando credibilità alla politica. Dopo di voi non ci sarà il diluvio. Tutt'altro.