lunedì 1 ottobre 2012

Ceglie, lo sfogo di una mamma




Sul Quotidiano in edicola questa mattina, Maria Gioia ci racconta l’odissea di una bambina con disabilità che frequenta una scuola elementare a Ceglie. Ecco l'articolo:


MIA FIGLIA A SCUOLA SENZA NESSUN AIUTO
La denuncia di una mamma: “Serve assistenza qualificata”.


“Dall’inizio della scuola per mia figlia disabile non c’è assistenza socio-sanitaria. Ho contattato vari Enti, ma nessuno interviene. Posso sapere a chi devo rivolgermi per risolvere un problema che le provoca seri disagi?”. Questo lo sfogo della mamma di una bambina che frequenta la quarta classe a tempo pieno del primo comprensivo della scuola primaria (ex primo circolo “De Amicis”) a Ceglie Messapica. La donna, mediante il supporto della scuola, ha contattato il Comune e l’Ambito territoriale di Francavilla Fontana oltre ad aver partecipato a luglio ad un incontro presso il centro Niat (Servizio di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) sempre a Francavilla, in occasione del quale il rappresentante che gestisce l’assistenza a scuola aveva garantito il servizio per il nuovo anno scolastico.

Dal 17 settembre scorso, con la ripresa delle lezioni, la piccola scolara non ha più a disposizione professionisti che l’aiutino, ad esempio, in bagno o durante il pranzo. La scuola si arrangia come meglio può: personale docente e non ogni giorno si prodiga per offrire sostegno alla bambina e cercare il più possibile di non farle avvertire il disagio. Nonostante lo sforzo di tutti, la bambina sente che c’è qualcosa che non va e cerca molto spesso i scoprire la verità, parlandone con i genitori. A questo punto, l’unico modo per aiutare la piccola è fornirle un’assistenza qualificata e specifica, che sappia come intervenire.   

“Ci sono bidelli e maestre – spiega la mamma – che sono vicini a ia figlia e cercano di non farle sentire il peso di questa situazione. La nostra famiglia e la scuola non affrontano l’argomento in sua presenza, per non causarle sofferenza, ma lei è molto sensibile: si chiede il motivo dell’assenza di un’assistente che sia sempre la stessa e punto di riferimento per la costruzione di un rapporto di fiducia. Mia figlia non dorme più la notte ed è sempre agitata. Ha bisogno con urgenza di un’assistente per l’igiene che sia presente nei momenti di necessità. Ripeto, la scuola cerca di risolvere il problema con l’aiuto di personale docente e non, a disposizione, che però non è giuridicamente abilitato ad assolvere questo tipo di incombenze”.

Anche la giovane mamma e suo marito fanno di tutto per stare accanto alla loro bambina e permetterle di frequentare la scuola proprio come tutti i suoi coetanei: “io e mio marito spesso siamo costretti a intervenire durante il pranzo in refettorio. Ma è possibile che nessuno possa garantire alla mia bambina quello che per lei è un diritto?”. La donna ammette di aver ricevuto notizie confortanti, promesse che non bastano: “Negli ultimi giorni ho ricevuto rassicurazioni da parte di rappresentanti dell’Ambito territoriale competente, i quali hanno garantito che per l’8 ottobre avrebbero provveduto a risolvere il problema. La mia bambina ha bisogno di sostegno dal primo all’ultimo giorno di scuola”.



Ci auguriamo anche noi che quanto prima a questa bambina vengano riconosciuti i suoi diritti.





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