venerdì 9 novembre 2012

Passeggiando con gli asini, a Ceglie Messapica




Ricevo e pubblico il seguente comunicato:

Domenica 11 novembre, dalle ore 9.00 alle 13.00 ci sarà una passeggiata con gli asini lungo il “paretone messapico”, antica cerchia muraria di Ceglie, risalente  al V-IV secolo a.C., di cui è rimasto molto poco e  conosciuta con il nome di "paretone”.  La passeggiata ci condurrà poi alla “specchia”di Capece , antico monumento megalitico che raggiungeva anche i 20 m. di altezza, costituito  in origine da ripiani concentrici innalzati con grossi blocchi calcarei. Il termine deriva dal latino specula (osservatorio), infatti rappresentavano un sistema di vedetta e, insieme ai paretoni, costituivano un sistema difensivo efficace.

Ma, oltre  per l’interesse storico-naturalistico, si tratta di una esperienza, quella  di andare a passo d’asino,  “rilassante” così come hanno scritto e sottolineato  alcuni utenti del centro di salute mentale di Ceglie Messapica, che, in collaborazione con l’azienda agricola-asineria “Giardini di Marzo” di Francavilla Fontana, hanno svolto un percorso di mediazione con l’asino. Il percorso stesso, iniziato a settembre scorso, ha avuto due momenti importanti: uno di formazione con Damiano Biscossi(formatore per operatori di mediazione con l’asino) e l’altro di stage pratico presso l’asineria che ha visto direttamente coinvolti gli utenti del CSM.  

La  relazione con l’asino, animale mite e  paziente, e il rapporto con la natura ha inteso  ri-attivare canali espressivi e comunicativi, che hanno  permesso ai corsisti  di contattare e risvegliare parti dimenticate o trascurate di sé e riscoprendo  il piacere di esprimersi, comunicare creativamente e ri-prendersi il tempo della cura di sé e dell’altro.

Questo percorso, promosso dall’asineria “Giardini di marzo” ma  voluto fortemente dal Dott. Domenico Suma e da tutto il personale sanitario e amministrativo del CSM di Ceglie Messapica in collaborazione con l’associazione Passoditerra di Ceglie Messapica, vuole anche essere uno stimolo a ripensare il disagio in un’ottica di promozione della persona stessa, che, con tutti gli sforzi possibili, tenta di riattivare contatti con la realtà circostante. Ma perché questo sia possibile è necessari o promuovere ed attuare una sinergia con il territorio che deve  diventare  accoglienza e “convivialità delle differenze”, dove ognuno, a suo modo, dà il proprio contributo alla crescita sociale e culturale del paese.  













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