domenica 16 settembre 2012

Ceglie: tutto per colpa di un cartello


C’è un articolo di Maria Gioia sul Quotidiano di ieri mattina che riportava una storia singolare avvenuta a Ceglie.






"COSTRETTO A RACCOGLIERE RIFIUTI. DI ALTRI"

Su indicazione dei vigili urbani, un musicista di Ceglie, Euprepio Gioia, ha dovuto raccogliere e conferire presso l’isola ecologica i rifiuti abbandonati da ignoti in un fondo di campagna in contrada Carbone per non essere costretto a sostenere le spese di un’eventuale causa civile tra privati. Il motivo? Tra i rifiuti è stato trovato il cartello “Affittasi” della casa che il giovane aveva preso in locazione a maggio. “Non voglio accusare nessuno – spiega il giovane – voglio solo raccontare una storia incresciosa. Domenica scorsa il proprietario della casa in cui mi trovo in affitto ci ha telefonato, spiegando che un uomo, rimasto anonimo, lo aveva contattato al numero indicato sul cartello “Affittasi”, trovato tra scarti edili e rifiuti vari, abbandonati sul suo fondo. Lo stesso anonimo aveva intimato al proprietario di ripulire il tutto, altrimenti si sarebbe rivolto a chi di competenza”.

Quel cartello Gioia lo aveva gettato a maggio nei bidoni della raccolta differenziata in contrada Montecalvo. Lunedì, verso le 13, il musicista ha ricevuto la telefonata del proprietario di casa che era stato contattato dalla polizia municipale. “I vigili – sottolinea – avevano consigliato di andare a ripulire il tutto per evitare magari che si procedesse per vie legali in quanto si trattava  di un suolo privato e non pubblico”. A quel punto, il giorno dopo, il musicista si è recato sul posto e ha pulito l’area: “Non vedevo alternativa per tre motivi: era stato ritrovato il cartello della casa ce io ho preso in affitto, erano stati avvisati i vigli e non ero in grado di sostenere eventuali spese legali”. Gioia ha scattato delle foto, mostrate agli agenti della municipale, a cui ha chiesto di poter riavere il cartello, senza riuscirci.

“Ripulendo quel terreno – conclude – ho subìto un’umiliazione. Io ho la coscienza a posto. Chiedo al Comune di Ceglie: perché non sporchiamo le auto dei vigli e della forestale mandandole in giro per le campagne in modo che io, padre di tre figli ed ex lavoratore Ilva (so cosa vuol dire la parola inquinamento), possa fare una passeggiata senza imbattermi in cumuli di amianto abbandonato?”.

A rispondere è il comandante della municipale, Cataldo Bellanova: “Non conosco i fatti, ma ne parlerò con chi ha seguìto questa vicenda. Di solito quando riceviamo una segnalazione di questo tipo, facciamo da mediatori tra i privati. Il nostro vigile avrà chiamato, consigliando in modo bonario di ripulire per evitare che l’altra parte procedesse per vie legali”.




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