lunedì 18 febbraio 2013

Il turismo a Ceglie Messapica





Nel post di ieri abbiamo parlato del successo di presenze turistiche nella valle d'Itria (e quindi anche nella nostra Ceglie), con la pubblicazione dei dati 2012 sul turismo in Puglia resi noti dall'Agenzia regionale PugliaPromozione nel corso nella Borsa Internazionale del Turismo di Milano conclusa domenica. Ne parla questa mattina anche il Quotidianocon un intervento dell'assessore comunale alle Politiche turistiche e ricreative Angelo Palmisano. Ecco il brano:

Nei giorni scorsi ho incontrato il direttore di Pugliapromozione, Gianluca Piccirillo, il quale mi ha comunicato il dato su Ceglie. Durante il nostro colloquio abbiamo affrontato temi quali le strategie da mettere in campo per un ulteriorre incremento dell'afflusso turistico, il restyling dell'ufficio Iat (informazioni accoglienza turistica) e la ripresa della Pro Loco”. 
Il Comune ha poi in cantiere collaborazioni con i comuni della Valle d'Itria e del Salento, come nel caso della riattivazione dei sistemi turistici locali (Stl) o dell'attivazione dell'azione Sac (sistema ambientale e culturale La via Traiana).





Dall'articolo purtroppo emerge anche il dato del basso numero di imprenditori che a Ceglie investano nella creazione di alberghi, bed&breakfast e strutture ricettive nel centro abitato. Non possiamo che auspicare un'inversione di tendenza.


E sempre a commento del post di ieri, c'è stato l'intervento di Francesco Nacci, noto ristoratore cegliese e membro del comitato tecnico dell'Agenzia regionale PugliaPromozione. Lo riporto integralmente:



"Mi permetto di intervenire, non tanto per l'aspetto "politico" della vicenda messa giustamente in risalto da Francesco, come aspetto positivo per il nostro territorio, ma per una questione puramente "tecnica" e di "sostanza" che ci riporta poi alle scelte "politiche" attuate o meno in questi anni e negli anni passati a Ceglie: chi si occupa per professione di turismo e sopratutto di gestione di destinazioni turistiche sa bene che i risultati di una "semina" per valorizzare un territorio e farlo crescere in termini di presenze turistiche (gente che dorme, non solo di passaggio) realizzando eventi, partecipazioni a fiere, creazione del "brand", operazioni di immagine come servizi tv pubblicità, pr, promozioni varie, uffici stampa e quant'altro, non danno subito il loro frutto, ma servono a creare un po alla volta un'immagine, meglio una IDENTITA' turistica di quella destinazione. 

I dati positivi citati da Francesco e riportati dall'osservatorio turistico regionale, non sono certo una novità del 2012 (perchè i dati disponibili si riferiscono ai primi mesi del 2012) ma, al più, possiamo ben dire che se Ceglie oggi vede riconfermate importanti crescite in termini di turisti (che comunque sono un trend che dura da circa 4/5 anni come certificato dai dati ufficiali degli osservatori provinciali prima dell'Apt e poi oggi da quello regionale) non si può che guardare indietro di qualche anno e non di certo al passato recente: durante la giunta Federico l'assessore al turismo Tommaso Argentiero, riusciva con un investimento minimo annuo a partecipare alle principali fiere di settore dove Ceglie, grazie al lavoro fatto di concerto con l'APT e gli altri comuni della provincia, era sempre protagonista, nel suo ruolo, quello dovutole, di capitale della gastronomia dell'intera provincia e al pari a livello regionale. 

Tra le tante fiere cito a memoria ad esempio Rimini con il TTG TTI, Paestum con la borsa del turismo archeologico, Nizza con la fiera dell'agroalimentare e del turismo italiano, Napoli con la Borsa Mediterranea del Turismo, di nuovo rimini con la borsa del turismo congressuale e ovviamente alla Bit di Milano. Il tutto in comunione con comuni come Fasano, Ostuni, Cisternino, Brindisi e tanti altri: il tutto in pratica alla stessa cifra (o forse meno) speso quest'anno dall'attuale amministrazione per la sola fiera di Napoli... e l'anno precedente non ha partecipato a nessuna fiera: questi sono fatti e dati certi, consultabili da delibere e atti pubblici, non congetture politiche a favore o sfavore di qualcuno. 

Il dato turistico poi consentitemi di dire che non viene influenzato per niente da trasmissioni locali, ben altra cosa possono essere trasmissioni nazionali (tipo masterchef) seppur devono avere la capacità di colpire il bersaglio anche eni tempi giusti... purtroppo in questo momento dell'anno a ben poco serve che milioni di italiani abbiano sentito e visto Ceglie su sky.... cosa ben diversa sarebbe stato farlo vedere a primavera o a giugno/luglio come lancio delle prenotazioni per la stagione estiva, che oggi sappiamo bene tutti sono sempre più prenotazioni last minute e last second... a maggio giugno e luglio e ovviamente ad Agosto, purtroppo nessuno sarà influenzato da quel pur potente (per quanto molto molto costoso per la comunità e le casse comunali) messaggio pubblicitario: come dire operazione ben riuscita, prodotto televisivo ben confezionato (perchè quelli di sky fessi non sono) ma come tutti sanno la pubblicità del panettone si fa a natale o poco prima (e non ad agosto) e così per le uova di pasqua non si pubblicizzano dopo Pasqua, ma prima.

A poco serve come ho letto da qualche parte "hanno citato Ceglie a sky, Ceglie era bellissima, Ceglie capitale della gastronomia che volete di più??" quasi a sottintendere che a qualcuno ciò non facesse piacere... al contrario, penso faccia piacere a tutti, finanche all'opposizione. Ma cosa diversa è valutare i risultati di una simile campagna promozionale: li non ci siamo proprio e i conti non tornano.

Il cartellone estivo al pari, se realizzato e promosso (solo a livello locale poi) a fine giugno o peggio luglio, non sposta UNA prenotazione verso Ceglie. I grandi eventi se esistono e sono programmati per tempo vanno presentati con grande anticipo tipo per esempio alla Bit o in altre occasioni turistiche di questa portata, proprio per farne metaeventi in grado di spostare l'attenzione di media e tour operator verso la nostra destinazione. Certo gli eventi vanno programmati per tempo!! invece come si è sempre fatto, pur volendoci crogiolare del fatto che per alcune sere all'anno Ceglie vede tanti turisti..anche qui facciamo una riflessione seria...quegli stessi tanti turisti dove dormono e mangiano nei giorni prima e successivi?? evidentemente non a Ceglie... e allora che cosa ci serve di più?? 3/4/5 sere di boom all'anno (magari di sabato o domenica, magari in agosto) quando i ristoranti sono già pieni per i fatti loro, oppure una seria politica turistica che crei uno zoccolo duro di turisti che da primavera da Aprile a Ottobre può tener vivo il tessuto delle imprese turistiche cegliesi? dai ristoranti certo, ma anche Pizzerie, Bar, Bed e Breakfast, masserie, Alberghi, trulli e lamie?? e perchè no benzinai, edicole, supermercati etc etc???
Io credo sia meglio la seconda... ma ovviamente ognuno ha le sue idee e opinioni".



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